In generale, le esperienze di lettura sono risultate essere positive e stimolanti soprattutto per quegli aspetti meno conosciuti che emergono dal romanzo: l’ambientazione storica del Giappone in quel preciso e decisivo momento, le dinamiche sociali e familiari, ovviamente in particolare quelle vissute dalle donne, i riferimenti religiosi e lo stile proprio di una certa letteratura orientale. In relazione a quest’ultima angolazione, il riferimento è anche da vedersi alla luce dei numerosi paralleli con una delle opere più importanti non solo della letteratura giapponese, ma internazionale, ossia quello che viene considerato da una gran parte della critica il primo e vero romanzo moderno: il “Genjii Monogatari” della scrittrice Murasaki Shikibu redatto intorno all’XI secolo.
La lettura è risultata rilassante e fluida, in particolare per le descrizioni della natura (fiori, acqua, fiume, alberi), dei tessuti (dettagliate e poetiche digressioni sui kimoni e sugli accessori) e degli ambienti domestici così particolari e distanti dall’estetica e dall’uso e costume occidentali (sedute, tatami, vasi, porta incensi, altari).
Come è normale che sia, il dibattito si è concentrato sulla figura di Tomo e su quella del marito Yokitomo che la costringe, in linea di tradizione con le dinamiche patriarcali così costringenti di quell’epoca, ad una vita da sottomessa, costretta a servirlo in tutto e per tutto annullandosi, fino ai più drammatici aspetti come quello di trovargli delle concubine, vere e proprie schiave sessuali e non solo. Interpretazioni molto diverse fra chi vede in Tomo segnali di rivalsa e ribellione e chi invece di rassegnazione ai propri tragici obblighi e alle proprie catene esistenziali ed emotive. Il finale soprattutto ha visto contrapporsi opinioni che sottolineano una rivincita, addirittura con tratti vendicativi (si veda il termine “scaraventa“), e invece opinioni di chi non vede un’apertura verso una vera e propria autodeterminazione anche solo negli ultimi istanti di vita. Il passaggio della loro storia di amore e di coppia è di certo quello che parte dall’amore per passare al disprezzo fino ad una conclusiva indifferenza, il tutto condito da uno stile narrativo che intervalla, senza soluzione di continuità, passaggi di piena delicatezza e momenti di assoluta brutalità. Le altre figure femminili, con le loro contraddizioni e loro fatiche, non fanno altro che presentarci un ventaglio abbastanza ampio delle difficoltà e delle pochissime scelte che queste donne possono permettersi in una società ed in un contesto familiare, di partenza e di arrivo, che le relega ad un ruolo di comprimarie fino a costringerle forzatamente a gabbie di violenza, dolore e totale sopraffazione a causa della disparità assoluta di genere.



