L’incontro del gruppo di lettura Prendila con filosofia, dedicato al saggio di Pascal Chabot Avere tempo. Saggio di cronosofia, è stato un momento di confronto intenso e partecipato sul valore e sul significato del tempo nella vita quotidiana. Il libro è stato molto apprezzato dai partecipanti per la sua chiarezza e per la capacità di offrire strumenti concettuali utili a leggere l’esperienza contemporanea, senza rinunciare a una riflessione profonda. La discussione è partita dall’espressione tanto comune quanto rivelatrice “non ho tempo”, per esplorare le quattro concezioni individuate da Chabot: il tempo come Fato, Progresso, Ipertempo e Scadenza.
Dalla riflessione teorica il dialogo si è presto spostato sul piano personale: i partecipanti hanno condiviso esperienze e racconti che hanno mostrato come la percezione del tempo cambi da individuo a individuo, pur attraversando momenti collettivi significativi. Tra questi, il periodo del Covid è emerso come uno spartiacque capace di modificare profondamente il ritmo e il senso del tempo per tutti, seppure in modi differenti, rendendo evidente quanto il tempo sia anche una costruzione sociale e storica.
Un altro tema molto sentito dal gruppo è stato il ritmo serrato della vita quotidiana e la tendenza a riempire ogni momento della giornata organizzandola nei minimi dettagli. In particolare, si è discusso di come i genitori spesso strutturino le settimane dei figli con numerose attività, lasciando poco spazio all’ozio e alla noia, momenti che pure stimolano la fantasia, la creatività e la capacità di riflessione. Questo approccio, se da un lato permette di massimizzare produttività ed esperienze, dall’altro rischia di comprimere la percezione del tempo soggettivo e il piacere di viverlo senza fretta.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tempo come risorsa monetizzata, aprendo una riflessione sulla distinzione tra tempo quantitativo e tempo qualitativo, tra misurazione e vissuto. La discussione ha poi toccato temi di forte attualità come la crisi climatica e l’impatto delle nuove tecnologie sul nostro rapporto con il tempo, fino ad arrivare al tema del “tempo rubato ai giovani”, che ha generato posizioni diverse e non sempre convergenti. Nel complesso, l’incontro ha restituito un’immagine plurale e dinamica del tempo: non un’entità astratta e uniforme, ma una dimensione che cambia con le persone, le epoche e le esperienze condivise, confermando la ricchezza del confronto all’interno del gruppo.



