
Mentre sembriamo lanciati verso l’infinito e oltre, il bestseller internazionale Una città su Marte mette in guardia dal trasformare il sogno di nuovi mondi nel peggiore degli incubi.La Terra non sta bene. La prospettiva di ricominciare la vita da qualche parte molto, molto lontano pare la soluzione. O no? Dopo anni di ricerche, Kelly e Zach Weinersmith non sono sicuri che sia una buona idea. Le tecnologie e le attività spaziali stanno progredendo, ma non sappiamo come avere bambini spaziali, costruire fattorie spaziali e creare nazioni spaziali senza gli stessi conflitti del nostro pianeta.
Quando Fabio Montari e Angelo Cantuzzi si incontrano, il primo è un giovane banker in carriera appena lasciato dalla moglie e l’altro un anziano imprenditore che ha guadagnato una fortuna, ma che non riesce a perdonarsi di non aver saputo proteggere la sua famiglia da un dramma avvenuto anni prima. Fabio è spregiudicato, si occupa degli investimenti di persone molto note in città, spesso eredi nullafacenti di patrimoni che in quella piccola provincia del Nord Italia si tramandano dalla notte dei tempi. Gli chiedono di aiutarli a non perdere i loro privilegi, ma lui è assetato di riscatto e comincia a truffarli. All’inizio sono poche migliaia di euro, quasi soltanto un dispetto, ma ben presto diventa una febbre. Rubare è fin troppo facile: una colazione in campagna, una firma su un modulo… Possibile che in banca nessuno se ne accorga? Intanto, Fabio e Angelo diventano amici, sodali: il vecchio vede nel giovane il figlio perduto, il giovane vede nel vecchio il padre che ha sempre cercato. Ognuno, però, si nasconde all’altro: Fabio non può confessargli di essere un ladro, Angelo esita a confidargli il proprio lutto. Ma la vita corre veloce e, quando Angelo sente di avere i giorni contati, è a Fabio che affida ciò che gli resta di più caro: una moglie ormai anziana e una figlia segnata dal dolore, incapace di cavarsela da sola. Un azzardo che porterà al più terribile dei tradimenti.


2013. Coralie è una copywriter australiana arrivata a Londra per dimenticare una storia d’amore finita e un capo ingombrante. Un giorno d’inverno salva Zora, quattro anni, da un tuffo nel laghetto delle anatre e la riconsegna al padre, Adam, che somiglia in modo impressionante a Colin Firth (è solo un pochino più basso). Scoprire che Adam è separato e innamorarsi di lui è questione di un attimo. 2023. Coralie e Adam vivono insieme in una bella casa di Hackney ridisegnata grazie ai risparmi di lei. Lui è un giornalista politico sempre indaffarato tra podcast, libri da consegnare e lunghe sessioni a Westminster. Lei ha lasciato il lavoro per occuparsi dei due adorabili bambini che hanno avuto, Flo e Max, e di Zora. Ma essere una mamma e una compagna – e la responsabile di una famiglia allargata interessante quanto complessa – forse non le basta. In teoria ha tutto quello che ha sempre sognato, ma in cambio di questo tutto ha perso qualcosa: sé stessa. E nelle prime pagine del romanzo la scopriamo pronta ad andar via, da sola, oppressa dalla fatica perenne, dalla frustrazione, dalla consapevolezza che la routine sta consumando l’amore. Ci sarà un lieto fine per Coralie? O forse un nuovo inizio?
Ralph e Anna Eldred vivono con i quattro figli nel Norfolk in una fattoria di mattoni rossi. Come responsabile di un istituto di beneficenza, ogni estate Ralph ospita alla Casa Rossa uno dei tanti «casi pietosi» in cui si imbatte per lavoro, perlopiù adolescenti sbandati bisognosi di un posto dove stare e di qualcuno che li rimetta in riga. Gli ospiti vengono talvolta mal tollerati dagli altri membri della famiglia: Anna è sempre meno incline ad accogliere giovani problematici in casa propria, Kit, la figlia maggiore, si interroga sul suo futuro, Robin è lontano per gli impegni sportivi e Julian, il più taciturno, è molto preoccupato per la piccola di casa, Rebecca, e per i pericoli a cui potrebbe andare incontro. Ma sotto la patina d’abitudine che ricopre la vita degli Eldred si celano segreti inconfessabili e rancori mai sopiti, che minacciano di mandare in pezzi l’armonia familiare. Venticinque anni prima, appena sposati, Ralph e Anna, mandati come missionari laici in Sudafrica, hanno conosciuto le difficoltà di un paese in regime di apartheid, dove fame e ingiustizia erano pane quotidiano. È durante quel viaggio che si è consumata la tragedia di cui non hanno più parlato e che ora, a decenni di distanza, riaffiora in superficie con prepotenza, rivelando tutte le crepe nel loro matrimonio. Fin dove può spingersi il perdono? Quanto può sopportare un cuore prima di spezzarsi irreparabilmente?


Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. Del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile. Michele Mari ha scritto un romanzo commosso e giocoso, svelando con perfido divertimento le pulsioni che si nascondono dentro l’amicizia. Perché in questa storia, prima di un imprevedibile finale, vale il contrario di quanto recita il proverbio: chi perde un amico trova un tesoro. Proposto da Vittorio Lingiardi al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione: «La scuola è un tempo fuori dal tempo, possiede il futuro delle nostre vite. Un’epoca che tutti vorremmo osservare, alcuni conservare, nella sua forma sospesa, apparentemente compiuta. La figura che sostiene il romanzo di Michele Mari è quella dei compagni di scuola, convitati di pietra al tavolo infinito degli amori e delle malattie, del denaro e dell’azzardo. Mari inventa una scrittura spietata capace di pietas, tempera ogni parola senza manierismo, gioca con i vocaboli e ci fa giocare con loro, fin dai cognomi dell’appello che, come quelli delle squadre di calcio, popolano in ritmo di lista o di cantilena le anamnesi delle nostre esistenze. Ossessivo e toponomastico, intrapsichico e filmografico, “I convitati di pietra” è un romanzo nero che si fa gioco del tempo che passa. Un libro comico e corale che sarebbe piaciuto a Carlo Emilio Gadda.»
1908. Una fotografia. Tre sorelle vestite di bianco sorridono innocenti all’obiettivo. Sono il simbolo di un sogno infranto. Il sogno di un erede maschio. Perché le bambine sono le figlie di Benjamin Guggenheim, uno degli uomini più ricchi del mondo. Tra loro c’è Peggy, che nella foto si distingue per lo sguardo deciso. Peggy cresce con una convinzione: ogni donna ha il dovere di fare qualcosa di straordinario nella propria vita. Quando il padre muore nel naufragio del Titanic, le sorelle si ritrovano in mano una fortuna enorme, ma anche una pesante eredità. Peggy sente il vincolo delle aspettative della famiglia, di una strada già tracciata per lei, ma che non le appartiene. Ha voglia di azzardare. Ha bisogno di una vita che sia veramente sua. Lascia Manhattan e parte per Parigi. In Francia la accoglie un mondo nuovo, fatto di arte e bellezza. La sua vita si intreccia con quella di artisti destinati a rivoluzionare la storia: Jackson Pollock, che Peggy sarà la prima a capire e sostenere; Man Ray, di cui diventa la musa ispiratrice. Parigi la trasforma, la fa sentire libera. La sua passione per l’arte diventa un fuoco che la spinge sempre più lontano. Ma ci sono famiglie da cui è difficile scappare. Anche mentre viaggia per il mondo, cercando la bellezza e l’indipendenza, il peso del suo cognome la segue ovunque. Un peso che si fa insostenibile quando un evento sconvolgente travolge la sorella Hazel, protagonista di uno scandalo indicibile e doloroso. Eppure, a volte, è proprio dalla sofferenza che nascono le più grandi rivoluzioni.


Quando non era impegnata a ideare storie che avrebbero terrorizzato generazioni di lettori, Shirley Jackson conduceva una vita che verrebbe la tentazione di definire ordinaria, per quanto frenetica. Un marito, quattro figli, un cane, un numero imprecisato di gatti, una grande casa isolata nel Vermont: abbastanza per riempire le giornate in attesa del «miracolo serale» – il momento in cui i bambini andavano a letto e il caos si placava per qualche ora. Ma quelli dello scrittore non sono panni che si possano svestire e indossare a piacimento; e se da Conrad abbiamo imparato che chi scrive lavora anche quando guarda fuori dalla finestra, grazie a Jackson scopriamo qui che può farlo persino mentre organizza un trasloco, si prepara a un tardivo esame per la patente, passa una convulsa mattinata ai grandi magazzini, si barcamena tra bambinaie inaffidabili – o addirittura in libertà condizionata –, cerca di gestire un esilarante valzer dei posti letto quando un’influenza colpisce tutta la famiglia.
Cosa lega un blog le cui illustrazioni nascondono una scena spaventosa, lo scarabocchio di un bambino che contiene un oscuro messaggio e uno schizzo fatto dalla vittima di un omicidio nei suoi ultimi istanti di vita? Un romanzo con una trama inquietante, unica, dove solo una serie di immagini, da comporre e interpretare, permette di scoprire l’identità di un assassino.


Maggie Burkhardt, 81 anni, vedova di Milwaukee, è ormai da qualche mese ospite in una comoda suite del Royal Karnak di Luxor, Egitto, un albergo un po’ délabré, testimone di un fasto passato, sulle rive del Nilo. Qui, sotto il caldo sole sahariano, tra meravigliosi tramonti e l’amicizia del direttore dell’albergo e degli altri ospiti «a lungo termine», Maggie è felice. Si sente amata, coccolata, e per tutti è semplicemente la vecchietta sola della stanza 309. Nessuno sospetta di un’anomalia nella vita di Maggie, un desiderio compulsivo che la porta a voler «sistemare» la vita delle persone che incontra sul suo cammino. Un desiderio che l’ha messa nei guai e costretta alla fuga dall’albergo svizzero dove soggiornava fino a qualche tempo prima. Una mattina Maggie nota l’arrivo di due nuove persone al bancone della reception: una giovane madre dall’aria tristissima, Tess, e suo figlio Otto, di otto anni. Maggie ne è intenerita, vuole prendersene cura, invitarli nel suo mondo, magari, un giorno, far parte della loro famiglia. Ma presto capisce che queste sue attenzioni hanno attirato la rivalità di un avversario totalmente inatteso. Maggie ha finalmente trovato chi le tiene testa, in un agguerrito gioco del gatto e del topo, dove si fatica a capire chi è l’uno e chi l’altro. Dall’acclamato autore di Orient e di Un crimine bellissimo, un nuovo romanzo pieno di colpi di scena costruiti su una tensione psicologica degna degli indimenticabili classici hitchcockiani, fino al climax totalmente inatteso e decisamente scioccante.
Quando la furia delle piogge si abbatte sul nord della California, il fiume Never Summer rompe gli argini, minacciando di allagare la cittadina mineraria di Hinowah. A coordinare i soccorsi è Dorion Shaw, ingegnera civile abituata alle emergenze, ma stavolta la situazione è fuori controllo. Per affrontare uno scenario così critico, ha bisogno di aiuto: e sa esattamente a chi rivolgersi. Suo fratello Colter, il tracker più famoso d’America, è l’unico in grado di muoversi con rapidità in condizioni tanto estreme, dove ogni secondo può fare la differenza. Mentre tutti si concentrano nel gestire l’evacuazione e trovare i dispersi, Colter si fa sempre più convinto di non essere di fronte a una calamità naturale: e se l’argine fosse stato fatto saltare di proposito? Dietro la devastazione, Colter Shaw intravede una rete di interessi spregiudicati, vecchie faide mai sopite e ambizioni pronte a sfruttare la catastrofe per profitto. Si parla di un giacimento di litio nel sottosuolo di Hinowah. E c’è chi sarebbe disposto a tutto pur di liberare l’area da ostacoli, testimoni, persone. Se vuole salvare gli abitanti del villaggio, il cacciatore di ricompense dovrà smascherare la mente dietro al piano criminale, prima che di Hinowah non resti più nulla. Un altro capitolo delle avventure di Colter Shaw, ora protagonista anche della serie tv più vista negli Stati Uniti, in cui lui e la sorella uniscono le forze sul campo, mentre un documento riemerso dal passato del padre getta una nuova luce sulla storia della loro famiglia.



