Le Cosmicomiche di Italo Calvino si è rivelata una scelta felice per il nostro gruppo: una raccolta capace di unire fantasia visionaria e profondità di pensiero in un equilibrio raro e prezioso.
I racconti, accolti con entusiasmo unanime, portano la firma inconfondibile di un autore dalla fantasia inesauribile: Calvino costruisce scenari cosmici e inverosimili, dalla formazione della Luna alla nascita dei colori, eppure ogni storia finisce per specchiarsi nel quotidiano, toccando temi universali come il desiderio, la memoria, la perdita, l’identità e il tempo. È proprio in questo scarto tra l’immensità del cosmo e la piccola umanità dei sentimenti che il libro ha offerto spunti di riflessione filosofica.
Centrale, nelle nostre discussioni, è stata la figura del narratore Qfwfq: protagonista immutabile e insieme mutevole, che attraversa ere geologiche e trasformazioni cosmiche mantenendo una propria identità pur cambiando radicalmente prospettiva di racconto in racconto. Una voce che il gruppo ha trovato affascinante proprio per questa sua capacità di guardare il mondo sempre da un angolo diverso, interrogandosi, come fa la filosofia, su cosa significhi esistere, percepire, ricordare.
Eppure, nonostante la sua natura quasi eterna e la sua prospettiva cosmica, Qfwfq è anche un essere goffo, eternamente sfortunato in amore, capace di perdere la ragazza nel momento sbagliato, di fraintendere, di arrivare tardi, di desiderare ciò che gli sfugge. Ed è forse proprio questo il colpo di genio più grande di Calvino: affidare la narrazione dell’universo a qualcuno che, in fondo, conosce benissimo l’imbarazzo, la delusione sentimentale e la sensazione di non essere mai del tutto all’altezza della situazione. Il gruppo ha rilevato con piacere quanto questa combinazione renda Qfwfq stranamente familiare. Nonostante tutto ciò che lo separa da noi, ci si ritrova a tifare per lui, a riconoscersi nei suoi fallimenti amorosi, a empatizzare con una creatura che ha assistito alla nascita delle galassie ma non riesce comunque a farsi amare da chi vuole.
Le Cosmicomiche ci ha dimostrato che la letteratura e la filosofia, quando dialogano, sanno aprire orizzonti inaspettati.



