“Il frutto della conoscenza” è prima di tutto un’ esperienza spassosa, capace di trasmettere con leggerezza contenuti complessi e dinamiche di sottomissione a tratti anche molto violente (un esempio tra tutti la storia di Freud e del suo collega che per supportare l’assurda tesi del collegamento tra il naso e i genitali femminili ha sfigurato una donna con un intervento chirurgico). La fumettista ha un’ironia pungente, interpella spesso chi legge per mantenere alta l’attenzione e guidare la comprensione dei contenuti contaminando rigore scientifico e satira. La lettura è una sorta di “amuse-bouche” degli argomenti trattati e delle opere dell’autrice: il desiderio di approfondire attraverso la ricca bibliografia e di leggere gli altri fumetti di Stromquist è inevitabile. Come inevitabili sono i collegamenti alle scrittrici che hanno fatto della clitoride un manifesto, ci riferiamo qui ovviamente a “Sputiamo su Hegel” di Carla Lonzi oltre alle opere dedicate alla divulgazione dei temi che riguardano la salute e il benessere sessuale delle donne. Nel fumetto sono citati Masters & Johnson, i ginecologi (moglie e marito) che con il celebre “Noi e il nostro corpo” hanno rivoluzionato la sessuologia moderna conducendo i primi studi scientifici di laboratorio sul comportamento sessuale umano. Abbiamo citato anche “Utero con vista” di Domitilla Pirro che abbiamo avuto con noi l’anno scorso qui in biblioteca, un testo necessario per i giovani e i meno giovani con una prospettiva più contemporanea e scientificamente aggiornata. Per sorridere abbiamo letto un inserto di “Viver sani e belli” del 1998 che forniva un vademecum sulla sessualità carico di stereotipi e falsità, addirittura giustificando la violenza maschile nel contesto del rapporto sessuale di coppia. Una lettrice ha recensito anche “L’oracolo vi parla”, una delle ultime opere di Stromquist che conserva le caratteristiche artistiche (il suo tratto e la sua ironia) su temi diversi che la confermano un’attenta lettrice delle dinamiche del tanto attuale capitalismo della sorveglianza.
La profondità dell’opera ha fatto sì che scaturissero anche riflessioni sul genere del fumetto spesso ancora considerato letteratura di serie B, fatto che proprio questo nuovo GDL ha la pretesa di confutare presentando invece la possibilità di potersi riunire per confrontarsi su una parte fondamentale della produzione artistica contemporanea e non solo, in realtà del tutto legittimamente da inserire nella letteratura con la L maiuscola, anzi con caratteristiche proprie che ne fanno uno strumento privilegiato per sondare i grandi temi dell’esistenza personale, sociale, politica, storica e civile.



