
Nel 1891 Isabelle Rimbaud aveva trent’anni e stava per sposarsi con un piccolo proprietario terriero quando suo fratello Arthur, gravemente malato, la chiamò d’urgenza al capezzale. Di sei anni più giovane, Isabelle non lo vedeva da undici anni, non sapeva nulla delle sue vicissitudini africane e non aveva mai letto una sua poesia. Raccolse la richiesta e partì per Marsiglia, dove gli restò amorevolmente accanto negli ultimi difficili mesi di vita. Dopo la morte, Isabelle eseguì le ultime volontà di Arthur, si occupò di difendere la sua memoria e fece pubblicare i suoi scritti. Questo libro costituisce una testimonianza preziosa sugli ultimi anni di vita di Rimbaud e uno sguardo unico sull’uomo, di cui Isabelle raccolse pensieri, ricordi e speranze.
Ruth Collier si è sempre sentita un’estranea nella cittadina della Louisiana dov’è nata e cresciuta, anche quando suo padre fa piovere sermoni infuocati dal pulpito della chiesa. A Bottom Springs, la sua parola vale quanto la legge. Ma ci sono cose che gli abitanti del paese temono più di Dio, come Low Man, una figura vampirica che si narra uccida i peccatori nei loro letti nelle notti senza luna. Quando un teschio viene trovato nelle profondità della palude, inizia la caccia a Low Man. I sospetti cadono su Everett, un vecchio amico di Ruth con un passato oscuro. Mentre Ruth ed Everett si avvicinano sempre di più, la ragazza inizia a capire che il vero male non va cercato negli orrori che si dice abitino nella palude, ma cammina tra loro. E mentre il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato si fa sempre più sottile, quanto lontano si spingerà Ruth per salvare la persona che ama di più?


Nel mondo di Valdemar il giovane Vanyel, discendente di una potente casata ma non ritenuto all’altezza del suo retaggio, viene affidato agli Araldi di Haven, che ne scoprono i Doni. Prima di diventare un vero Araldo-Mago, però, Vanyel dovrà percorrere un faticoso cammino di conoscenza, passando attraverso le gioie e i tormenti dell’amore, l’accettazione di sé e un’epica lotta con i draghi!
Non lontano da Maratona accadono strani fenomeni: esplosioni, bagliori accecanti, vibrazioni del suolo simili a un grande terremoto. Mentre si sparge la voce che il Paese è stato invaso dai marziani, assieme al panico prende piede una strana insurrezione rivoluzionaria. I cittadini, più che agli extraterrestri, sembrano interessati a sfruttare nel migliore dei modi alcune singolari propensioni degli ‘invasori’. Fortissimi, generosi, parrebbero disposti a sborsare cifre ingenti per acquistare i succhi gastrici dei terrestri e diffondono una prodigiosa varietà di grano blu dotata di poteri nutritivi senza precedenti. Ma chi ha visto, realmente e da vicino, questi marziani? Chi ha avuto scambi con loro, che idea se ne è fatto? Esistono davvero, o si tratta di voci diffuse dal Regime, preoccupato di mettere a tacere le fazioni ribelli?


Che cosa è successo la notte del 13 dicembre nella camera da letto di colui che tutti conoscono come il Successore – l’uomo designato a prendere il posto del Condottiero dell’Albania –, il cui cadavere è stato scoperto all’alba colpito da una pallottola in pieno petto? È stato un suicidio dovuto a un esaurimento nervoso per aver commesso delle leggerezze nei confronti del Leader e del partito, come afferma la versione ufficiale? Oppure c’è qualcosa di diverso e più misterioso dietro la violenta fine di uno dei politici più importanti del paese? E in questo caso, chi ha ucciso il Successore e perché? Il Successore è ispirato al più oscuro enigma della storia recente dell’Albania: la morte misteriosa del delfino del dittatore comunista Enver Hoxha. Partendo da un avvenimento reale al quale conferisce dimensione universale, Ismail Kadare mette a nudo la psicologia del tiranno, le trame politiche, la capacità dei regimi totalitari di controllare le informazioni, la verità e addirittura i pensieri del popolo.
«Quindi è questo che si ottiene quando ci si fa il culo per la Congrega?» La domanda di Bianca è un proiettile che buca il silenzio della cella buia e sudicia in cui lei, Ebe, Gizem e Ani sono rinchiuse, accusate di tradimento, per volontà di Clarissa. Del resto, cos’altro dovrebbe pensare chi, come lei, sfuggita a un incubo, ha messo a rischio la propria vita per salvarne molte altre, e poi si è ritrovata in un incubo ancora peggiore? Persino Ebe, che ha sempre creduto nella rettitudine morale della sua Suprema, fatica a trovare un senso a ciò che sta accadendo. Quello che le attende è un processo davanti alla loro Congrega e il rischio di essere condannate e vedere annientata la loro lotta. Fuori Dozza, intanto, si preparano tempi bui. Il Regime, ormai è chiaro, non ha intenzione di tollerare alcuna realtà che si opponga alle sue regole e che cerchi di mettere un freno alla sua fame di potere. Per quello sono pronti a morire. A sacrificare tutto. A spargere morte e distruzione. Ancora e ancora. Ma forse c’è una speranza, per Ebe, Gizem, Ani e Bianca. Per tutti. Forse il dolore seminato inizierà a ribollire, a mormorare nelle menti spaventate. E quando la gente comincia a sentire il sussurro delle sofferenze qualcosa si muove, perché tanti sussurri tutti insieme fanno il rumore del mare e diventano un’onda.


Marzo 1901, l’amata regina Vittoria è morta e il figlio, ormai anziano, ha preso il suo posto sul trono. Nella città di Norwich, la giovane Edith Holler trascorre le sue giornate tra i chiassosi e pittoreschi abitanti dell’Holler Theatre, di cui il padre è direttore e proprietario. Discendente di una famiglia di attori e impresari, Edith è una dodicenne brillante e curiosa, vittima tuttavia di un’oscura profezia secondo la quale il teatro è destinato a crollare, e lei a morire, se dovesse mai lasciare le sue stanze. Affascinata dai racconti della città che conosce solo da lontano e vorace lettrice delle sue leggende – tra storie di fantasmi, antichi re e cavalieri –, Edith decide di scrivere un’opera teatrale tutta sua: un adattamento della leggenda di Mawther Meg, una donna vissuta centinaia d’anni prima che, si dice, abbia salvato la città da un’invasione di tarli e abbia creato una leccornia divenuta nel tempo rinomata in tutto il paese. Edith, tuttavia, è convinta che qualcosa non quadri in quella storia e che la vicenda nasconda qualcosa di molto più oscuro e terribile, per questo vuole raccontarla tramite ciò che conosce meglio: il teatro. Quando, però, suo padre annuncia all’improvviso il suo fidanzamento con una donna sconosciuta, strana quanto imponente, di nome Margaret Unthank, facoltosa ereditiera della famiglia che continua a produrre la crema inventata da Mawther Meg, Edith si trova a dover proteggere il padre, il teatro e la sua opera dalle minacce che questa nuova situazione porta con sé.
La prima guerra mondiale volge al termine e a Saint-Quentin, in Francia, i soldati inglesi sono in trincea. Nonostante la sua giovane età, Dennis Stanhope è ormai al fronte da tre anni, e già da tempo è al comando di una compagnia di fanteria. Gli orrori del conflitto lo hanno trasformato in un uomo burbero e dipendente dall’alcol. Mentre qualcuno si fa beffe del suo continuo trangugiare bicchieri di whisky, l’ufficiale Osborne ne prende le difese: il comandante ha visto e sopportato più di quanto sia ritenuto possibile. Alla compagnia assediata in trincea si unisce un nuovo tenente appena diciottenne, Raleigh, che conosce Stanhope dai tempi della scuola: lo ammira ai limiti della venerazione, e ha fatto in modo di entrare nella sua squadra. Lo trova però molto cambiato, e capirà presto il perché. Le ore scorrono lentissime, scandite dai turni di guardia, e Raleigh non ha passato al fronte più di due giorni quando arrivano notizie certe su un attacco orchestrato dai tedeschi, che avrà luogo molto presto…


Inti Flynn arriva nelle Highlands scozzesi con il vento contro e una missione precisa: guidare la reintroduzione di quattordici lupi grigi in quella terra remota e ferita. Con lei c’è Aggie, la sorella gemella che ha portato via dall’Alaska, trascinandola attraverso l’oceano nella speranza di strapparla al vuoto in cui sta sprofondando. I lupi si muovono nel paesaggio con un’urgenza antica, come se stessero tornando a casa. E mentre loro trovano il proprio posto tra le foreste e le valli, qualcosa dentro Inti si allenta, la tensione si scioglie, il corpo si adatta ai ritmi della natura. Perfino l’amore, che aveva smesso di aspettare, comincia a sembrarle possibile. Poi un uomo viene trovato morto. Inti sa già cosa accadrà: la città punterà il dito contro i suoi lupi. Non può permetterlo. La paura si muove più veloce della verità, e Inti è disposta a tutto per proteggerli. Ma la scelta che fa la spinge sull’orlo di qualcosa di pericoloso, che potrebbe travolgere tutto, anche lei. Perché se i lupi non c’entrano, allora chi è stato? E come può fidarsi di ciò che sente, se l’uomo di cui si sta innamorando è il primo sospettato?
“La cartolina è arrivata nella nostra cassetta delle lettere insieme ai consueti biglietti di auguri natalizi. Non era firmata, l’autore aveva voluto restare anonimo. Da un lato c’era l’Opéra Garnier, dall’altro i nomi dei nonni e degli zii di mia madre morti ad Auschwitz nel 1942. Vent’anni dopo mi sono messa in testa di scoprire chi l’avesse mandata esplorando tutte le ipotesi che mi si aprivano davanti. Questo libro mi ha riportata cent’anni indietro. Ho ripercorso il destino romanzesco dei Rabinovitch, la loro fuga dalla Russia, il viaggio in Lettonia e poi in Palestina, e alla fine il loro arrivo a Parigi, con la guerra e i suoi drammi. Ho cercato di capire perché mia nonna Myriam sia stata l’unica a sfuggire alla deportazione e di chiarire i misteri di cui erano circondati i suoi due matrimoni. Il romanzo dei miei progenitori è anche una ricerca iniziatica sul significato della parola ‘ebreo’ in una vita laica”. – Anne Berest



