Incontro con Marisa Fiorani, lunedì 2 marzo ore 18 in Biblioteca
Di cosa si tratta?
Professione legalità è un progetto che parte dalla lettura e dalle attività che si svolgono nelle scuole e, in generale, in città per valorizzare e avviare buone pratiche relative alla cultura della legalità.
Il tema non riguarda solo ed esclusivamente la lotta contro le mafie, la legalità è un valore a cui si fa riferimento in tutti i momenti della nostra quotidianità: dal posteggiare l’auto, alla fila dal panettiere, alla battuta al proprio compagno di scuola, al fisco e così via dicendo.
Il tema della legalità è sempre stato correlato ai temi delle mafie, ma il principio di legalità ha connotazioni per più ampie. Senza legalità non c’è società, non c’è stato, non c’è perfino comunità, in particolare, delle società avanzate (tecnologicamente e democraticamente), nelle quali il principio aureo della/delle libertà non può trovare il proprio contrappeso o il proprio alter ego che nella legalità, nel vincolo della legge condivisa, in quanto prodotta dalla “volontà generale”. Un bisogno che è insieme politico, sociale e civile. Politico, perché la legalità è il contrassegno-chiave del patto sociale moderno, perché la legge è l’atto concreto della volontà generale e la materia stessa dello Stato. Un bisogno sociale: è la stessa società civile che, a più riprese, se pure con molte ambiguità, rilancia questo bisogno, lo rende “palpabile”, lo pone come urgente.
Un bisogno civile di una convivenza non attraversata dalla paura e dal sospetto, basato sulla solidarietà e sul dialogo, sul rispetto e sulla “parità”; si guarda non certamente ad alcuna utopia, bensì al riconoscimento e al rispetto delle regole, alla Legge.
Tante sono le buone pratiche del territorio e le agenzie che favoriscono e promuovono la legalità in tutte le sue forme e declinazioni: dalla scuola alla chiesa, all’associazionismo, all’informazione.
In prima linea c’è sicuramente la scuola che è il luogo di tutti e per tutti.
Partendo dalle scuole, dai percorsi di educazione civica che sono stati realizzati in questi anni in collaborazione con la biblioteca Archimede si prevedono iniziative di sensibilizzazione e informazione in cui è coinvolta tutta la cittadinanza.
A partire dai bambini e a dalle bambine, si può creare una cultura della legalità sia lavorando nel curricolo e sia extra-curricolari, dando vita a un “universo di valori” che nel binomio libertà/legalità trovano il proprio volano (democrazia, dialogo, partecipazione, solidarietà, etc.). E qui sono proprio l’insegnamento storico, quello linguistico, quello filosofico (nella scuola superiore) a fungere da promotori e/o coordinatori. Certo è che dalla scuola di base, attraverso lo studio dell’ambiente sociale, attraverso la descrizione del vissuto sociale, passando poi a una riflessione su “diritti e doveri” del cittadino e/o dell’uomo, tale processo deve prendere l’avvio. Le vie extra-curricolari saranno invece quelle del raccordo con la società civile, con le sue agenzie formative e le sue istituzioni, per costituire un complesso di iniziative per creare occasioni per riflettere (e, quindi, interiorizzare) sul principio-legalità.



