Tutte le esperienze di lettura hanno prima di tutto sottolineato come traspaia da subito il fatto che Zerocalcare tenesse moltissimo a questo tema poco frequentato nelle opere autobiografiche precedenti. Il volume è molto lungo, denso, emotivamente molto sentito e le trovate narrative e grafiche fanno sì che la lettura oscilli come sempre fra riso e momenti riflessivi, ma questa volta raggiungendo vette di coinvolgimento particolarmente coinvolgenti e di complessa assimilazione. Zerocalcare, forte della sua verve e dei suoi riferimenti alla cultura popolare – ma non dimentichiamo anche quella che potremmo definire underground, intesa quantomeno come alternativa al mainstream – ci guida verso il proprio personalissimo percorso di crescita infantile, adolescenziale ed adulta vista sotto la lente della presa di consapevolezza delle conseguenze del patriarcato sugli uomini – ovviamente soprattutto in relazione al rapporto padri-figli – sulla sua critica e infine sulla necessità di una riflessione circa il tema dell’intelligenza emotiva ed affettiva. Il romanzo è particolarmente scritto, densissimo di riflessioni durante le quali si mettono a paragone punti di vista agli antipodi sulla paternità, sull’essere figli, sulle aspettative sociali, sulla pressione di essere maschio e sul diventare adulti. A questi si aggiungono momenti durante i quali emergono i temi dell’ereditarietà dell’odio, della differenza fra città e provincia, degli stereotipi sulla genitorialità. Le lenti sono quelle dell’autocritica e dell’autoironia che si trasformano anche in accettazione e grande apertura verso le difficoltà altrui e verso un per niente retorico tenere bene a mente che volersi bene è sì un grande dono, ma anche un grande “accollo”. Per corroborare quanto appena detto ci fa piacere sottolineare come per la prima volta Zerocalcare inserisca ad un certo punto della storia un proprio ritratto dal vero, di stile naturalista potremmo dire, all’interno di uno specchio…
La profondità dell’opera ha fatto sì che scaturissero anche riflessioni sul genere del fumetto spesso ancora considerato letteratura di serie B, fatto che proprio questo nuovo GDL ha la pretesa di confutare presentando invece la possibilità di potersi riunire per confrontarsi su una parte fondamentale della produzione artistica contemporanea e non solo, in realtà del tutto legittimamente da inserire nella letteratura con la L maiuscola, anzi con caratteristiche proprie che ne fanno uno strumento privilegiato per sondare i grandi temi dell’esistenza personale, sociale, politica, storica e civile.



