Il romanzo ha scatenato opinioni contrastanti tra le/i partecipanti. Per molti è risultato difficile proseguire e trovare l’ispirazione nell’affrontare le prime pagine, risultate noiose e ripetitive.
Dopo questo primo ostacolo il romanzo ha ricevuto un riscontro abbastanza positivo, il marito è risultato come una figura passiva, snervante, priva della volontà di affrontare una situazione, anche se, ancora profondamente innamorato della moglie. La risposta che si sono dati le/i partecipanti è che l’infanzia di quest’uomo lo abbia portato ad assumere questo atteggiamento lascivo.
C’è stata una voce differente tra le altre che ha messo in risalto come, in realtà, il marito rappresenti l’atteggiamento che molti uomini assumono dopo anni di matrimonio (riflessione di una partecipante: “Libro che va letto dopo i 50 anni e dopo un matrimonio, certe dinamiche non si comprendono se non si ha vissuto certe fasi”). Nell’affrontare questa tematica abbiamo creato un momento conviviale e giocoso.
La moglie viene descritta come una donna energica, dedita al lavoro e con un ottimo rapporto verso i pazienti. In lei le/i lettori hanno visto una donna ancora innamorata e accudente nei confronti del marito, ma stanca della sue non risposte. A causa di questa mancata comunicazione il matrimonio finisce.
La figura del figlio è quasi mancante e marginale, trattato come se non fosse importante o centrale nella relazione tra i genitori.
Nel complesso il libro è piaciuto, è stata apprezzata la modalità della separazione non violenta e pacifica, con un ruolo centrale degli avvocati che riflettevano le personalità dei clienti. La scrittura è stata apprezzata quasi da tutti.
La frase riassuntiva alla quale è giunto il gruppo leggendo il romanzo è:
“In un rapporto non basta l’amore, serve comunicazione”



